“Vertigine” è un progetto artistico e creativo nato dall’irresistibile attrazione che il Giudizio Universale di Michelangelo ha sulle persone e sugli artisti da oltre cinque secoli.

La stessa che ha portato l’artista visionaria italiana, Mason Ray, a impegnarsi con forza nel creare la propria opera d’arte – , il cui impatto è un unicum per il panorama espositivo contemporaneo italiano – , collocandola a 7,60 metri di altezza per 7 di larghezza, un’opera quadro enorme con una struttura appositamente realizzata da un artigiano di fama internazionale.

La grande tela di Leonardo da Vinci è un termometro che cattura l’umore del suo tempo.
Nell’opera di Mason Ray possiamo sentire la preoccupazione per l’attuale situazione, dai conflitti alla sostenibilità sulla terra.
Tutto cambia, ma il dolore che traspare nel Giudizio è così vivido e contestualizzabile in ogni epoca.

“L’artista – spiega Alessandro Vezzosi, curatore della mostra e uno dei maggiori studiosi al mondo di Leonardo da Vinci – evidenzia il desiderio di sperimentare invenzioni e fascinazioni inconsce, lungo la traiettoria della percezione e attraverso gorghi e viluppi di cromie, in anatomie e prospettive sconvolte; intende scoprire le possibilità dell’ascendere e dello sprofondare: vertigini delle nostre paure ed esaltazioni”.

Il dipinto sarà collocato con un sistema sofisticato, studiato appositamente, nella sede espositiva dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, la più antica al mondo, a pochi passi da Piazza della Signoria e si potrà ammirare attraverso un’esperienza immersiva scenografica.

La mostra sarà aperta al pubblico a partire dal 1° aprile, dopo l’inaugurazione su invito prevista il 31 marzo alla presenza di Cristina Acidini, Alessandro Vezzosi e Andrea Granchi (Presidente della Classe di Pittura dell’Accademia delle Arti del Disegno).
La mostra, coordinata da Claudio Guida, è realizzata con il supporto tecnico e la collaborazione di CPA Service-Torino.

Marison Ray – “Vertigine” a cura di Alessandro Vezzosi
dal 1° aprile al 29 maggio 2022
Ingresso libero
Orari: Martedì – Sabato 10:00-13:00 / 17:00-19:00; Domenica: 10:00-13:00 – Lunedì chiuso.
Sala Espositiva dell’Accademia delle Arti del Disegno
Via Ricasoli, 68, angolo Piazza San Marco – Firenze

Il curriculum dell’artista:

Nata ad Aosta, studia grafica e design all’istituto Duchessa Jolanda di Formazione Grafica e Design, e nel 1978 entra alla Italdesign di Giorgetto Giugiaro come interior designer del suo centro stile. Sono dunque anni formativi per Marison che la portano a conoscere ed abbracciare culture diverse come quella giapponese di cui si innamora e che potrà studiare da vicino grazie al ruolo ricoperto fino al 1994 di responsabile della linea di abbigliamento del marchio Giugiaro Uomo, prodotto in Giappone, nella divisione Giugiaro Design.
Dal 1995 le sue esperienze professionali in altre importanti aziende la portano a viaggiare e si trasferisce ad Aix-en-Provence, per poi tornare definitivamente nel 2004 a Torino, dove frequenta lo studio dell’artista e editore d’arte torinese, Ezio Gribaudo.
Nel 2006 Marison debutta con la sua prima mostra personale a Venezia, presso il Museo della Schola dei Tiraoro e Battioro; seguono mostre personali e collettive, fra cui “The Naked Body” a Torino con un quadro realizzato a quattro mani con Gribaudo. L’ultima mostra in ordine temporale, la personale di Milano a giugno 2021, presso la Fondazione Stelline, dal titolo: “Respiro del colore”, in cui sono state esposte quindici grandi tele e diversi studi preparatori. Curatore della mostra era il professor Alessandro Vezzosi.
Il percorso creativo di Marison Ray è stato plasmato dal design, dalla cultura pop, dai molti viaggi nel mondo da cui ha acquisito forti sensazioni immaginifiche come quelle della corrida in Spagna: polvere, sangue, violenza; ma anche dai corsi in Comunicazione visiva e Arte che le hanno permesso di rafforzare il suo amore per l’arte e approfondire la sua conoscenza di opere, film, video e fotografie del XX secolo. Una formazione continua, che ha contribuito alla creazione del particolare e originale linguaggio che caratterizza l’artista.
Musicalità e armonia, contrappunti e ritmi vitali si alternano nelle opere di Marison. Chi guarda i suoi quadri viene catturato, attratto da quella scintilla emotiva che si irradia nelle forme e dal gioco di colori che sembrano quasi esplodere sulla tela. Dopo un primo sguardo, da lontano, i quadri invitano infatti ad avvicinarsi sempre più, fin quasi ad entrarci; turbamenti e passioni arrivano così allo spettatore, con forza ed empatia.
La pittura di Marison si può definire come una forma di espressionismo, dove traspare la sua cultura orientale e dove il colore è il protagonista assoluto: dal rosso del fuoco e del sangue, al blu Cina e giallo India, tra cielo-mare e terra-luce solare, al bianco come purezza e nota di contrasto. L’acrilico, per la sua rapida essiccazione, è ideale per Marison nella velocità dell’esecuzione e nella possibilità di modificare la pittura e sovrapporre la materia.